I BAMBINI E LO STRESS: COSA PREOCCUPA I NOSTRI BIMBI?

L’idea che l’infanzia sia preservata da stress è del tutto sbagliata e sempre più Psicologi ( APA, 2013) ritengono che i nostri bambini si debbano quotidianamente confrontare con una quantità di eventi stressanti di gran lunga maggiore rispetto a quella affrontata dalle generazioni precedenti.

 

Gli stressors sono numerosi e diversi, qui di seguito ne riportiamo solo alcuni a titolo esemplificativo.

Innanzitutto il sistema familiare è cambiato rispetto al passato, oggi è sempre più comune trovare famiglie monoparentali, in cui la responsabilità del bambino è affidata a un singolo genitore, o famiglie allargate in cui i componenti di diverse famiglie si fondono tra loro. Per quanto tali situazioni vengano gestite nel modo più opportuno per rispettare i sentimenti e le eventuali preoccupazioni del bambino, il bambino impiega del tempo per adattarsi a tali cambiamenti che, a volte, possono rappresentare una fonte di stress.

Inoltre nella società sempre più frenetica di oggi che impone ai genitori orari di lavoro a tempo pieno, il tempo che si riesce  a passare con i figli , spesso, è minore di quello che si vorrebbe. Per alcuni bambini la responsabilità di occuparsi da soli di piccole attività quotidiane o del fratellino più piccolo dopo la scuola, sembra essere un ulteriore fonte di preoccupazione.

 A questo si aggiungano le innumerevoli attività extrascolastiche (sportive, artistiche, musicali) che impegnano e riempiono quello che dovrebbe essere il tempo libero dei bambini e che riducono la possibilità di dedicarsi ai loro hobby o semplicemente rilassarsi.

In alcune circostanze può capitare che anche le attività sportive si trasformino in ring prestazionali: allenatori e genitori, a volte, tendono a dimenticare il valore ludico di una partita di calcio o di una gara di nuoto, rendendoli oggetto di forti aspettative. Il  bambino, spinto a compiacere e non deludere le aspettative, si impegna eccessivamente per raggiungere obiettivi sempre più faticosi. Questo concetto possiamo ritrovarlo anche all’interno del contesto scolastico in cui, a volte, viene più valorizzato e premiato l’aspetto prestazionale che quello “umano”. 

Infine i bambini di oggi vivono in una società pericolosa, società in cui viene sempre ricordato loro di stare attenti, di essere cauti e prudenti rispetto a ipotetiche situazioni di adescamento, persino on line. Ovviamente la percezione è quella di vivere in un mondo sempre meno sicuro e questo aspetto provoca in alcuni bambini un forte senso di paura e preoccupazione per la propria salute e quella della propria famiglia.

Naturalmente il modo in cui un bambino risponde agli eventi stressanti che lo circondano dipende dal suo temperamento e dallo sviluppo cognitivo ed emotivo che ha raggiunto; a seconda dell’età un bambino avrà anche una percezione differente dei possibili stressors e metterà in atto strategie più o meno funzionali per affrontarli. 

Lo sviluppo della resilienza dipende moltissimo dalla presenza e dal supporto di genitori, insegnanti ed allenatori che sono punti di riferimento imprescindibili per la crescita emotiva di un bambino, soprattutto in fasi di crescita così importante come l’infanzia e la fanciullezza.

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Post in evidenza
Post recenti

I'm busy working on my blog posts. Watch this space!

Please reload

Please reload

Archivio
Please reload

Cerca per tag

I'm busy working on my blog posts. Watch this space!

Please reload

Seguici
  • Facebook Basic Square
  • Twitter Basic Square
  • Google+ Basic Square